Blog Single

08 Apr

E-commerce: come convertire il tuo business alla vendita online ai tempi del Coronavirus?

Il coronavirus ha costretto alla chiusura di migliaia di micro, piccole e medie imprese e milioni di persone a restare in casa, cambiandone per sempre le abitudini di acquisto sui siti e-commerce. L’isolamento per l’emergenza coronavirus ha costretto i consumatori a cercare sul web le fonti di approvvigionamento e in poche settimane gli acquisti online sono aumentati smodatamente.

Non ci sarà un ritorno al passato, molte aziende dovranno ricercare nuove soluzioni per riprendere slancio e per alcune potrebbe essere conveniente convertire il proprio modello di business, passando dalla vendita tradizionale alla vendita online, all’ e-commerce.

Ristoranti, pasticcerie, negozi di ogni genere, ma anche scuole di formazione, artisti e tutte le tipologie di artigiani devono adeguarsi.

Per quanto la prospettiva può essere stimolante, è bene precisare subito che il passaggio dal modello di vendita tradizionale alla vendita online non può essere improvvisato: la legge italiana regola i processi di vendita stabilendo regole e responsabilità a tutela dell’impresa e dei consumatori.

Detto questo, per programmare una conversione del proprio business cavalcando l’onda lunga dell’impennata di vendite online, è utile rivolgersi a dei professionisti per avere un’idea più dettagliata delle regole che tutelano il commercio elettronico per valutare bene i rischi e non commettere passi falsi in partenza.

Un buon e-commerce parte da un’idea che lega solitamente l’immagine visiva a quello che un’azienda offre, produce o vende.

1. Che cos’è l’e-commerce o commercio elettronico?

Il commercio elettronico o e-commerce è la vendita di beni e servizi attraverso una piattaforma web, il sito e-commerce, su cui l’imprenditore inserisce prodotti e servizi che il consumatore acquista inviando un ordine e con pagamento on line, ad esempio con carta di credito.

In base al tipo di cliente si parla di e-commerce:

  • B2C (business to consumer): impresa che vende al consumatore;
  • B2B (business to business): impresa che vende ad altra impresa.

 

2. Principali regole per avviare un e-commerce

L’apertura del negozio online non ha meno incombenze del negozio fisico.

Se intendi avviare l’attività ex novo gli adempimenti sono di natura burocrativa

  • apertura della partita IVA
  • segnalazione certificata di inizio attività (Scia) da depositare presso lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) del Comune
  • iscrizione nel Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane

e  anche gli adempimenti di natura previdenziale (Inps) e di natura assicurativa (Inail).

Se intendi invece avviare l’attività di vendita on line utilizzando un ramo aziendale di un’impresa già esistente è necessario comunicare al Registro delle Imprese lo svolgimento dell’ulteriore attività di vendita al dettaglio e presentare la Scia allo Suap del Comune.

In entrambi i casi dev’essere chiesta l’attribuzione del codice Ateco 47.91.10Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet”, specificando

  • il provider di riferimento (ISP Internet service provider),
  • un indirizzo di posta elettronica,
  • i recapiti telefonici,
  • l’URL dedicato alla vendita online

Infine, nel caso in cui l’e-commerce dovesse rivolgersi ad altri Paesi dell’Unione europea, scatta l’obbligo di iscrizione alla VAT information exchange system (Vies).

3. Come realizzare un sito e-commerce a norma di legge

La normativa prevede una serie obblighi informativi ai quali il consumatore deve poter accedere in modo diretto e permanente.

Il sito di e-commerce deve fornire le seguenti informazioni:

  • il nome, la denominazione o la ragione sociale, il domicilio o la sede legale dell’impresa;
  • i riferimenti che permettono di contattare immediatamente l’impresa per comunicare direttamente con la stessa;
  • il numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA, o al registro delle imprese;
  • gli estremi della autorità di vigilanza competente, qualora l’attività sia soggetta a concessione, licenza od autorizzazione;
  • il numero della partita IVA;
  • l’indicazione dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi, evidenziando se comprendono altri elementi aggiuntivi (imposte, costi di consegna ed altro da specificare);
  • l’indicazione delle attività consentite al consumatore qualora l’oggetto della prestazione sia fornito sulla base di un contratto di licenza d’uso.

 

La mancata indicazione sul sito web aziendale delle informazioni generali obbligatorie è punita col pagamento di una sanzione che va da € 103,00 a € 10.000,00.

4. Il contratto di vendita nel commercio elettronico

Non è possibile concludere una vendita on line tramite un semplice scambio di messaggi di posta elettronica.

La normativa prevede che contratto di vendita deve ritenersi concluso dopo esplicita accettazione delle condizioni generali di vendita, condizioni queste che devono essere messe disposizione del consumatore in modo che gli sia consentito memorizzarle e riprodudurle (effettuare il download).

La mancata indicazione sul sito web aziendale delle informazioni generali obbligatorie è punita col pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da € 103,00 a € 10.000,00.

Va inoltre ricordato il diritto di recesso: se il cliente è un consumatore (B2C), ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo.

A condizione che siano stati soddisfatti tutti gli obblighi di informazione, il consumatore può esercitare il recesso entro 14 giorni lavorativi dal ricevimento dei beni o dalla conclusione del contratto per la prestazione di servizi. Il valido esercizio del diritto di recesso comporta la risoluzione di tutte le obbligazioni per il cliente.

5. La tutela della privacy dei clienti nell’e-commerce

Oltre al quadro normativo sopra citato, non bisogna dimenticarsi gli aspetti relativi alla protezione dei dati personali il cui ultimo capitolo è rappresentato dall’entrata in vigore il 25 maggio 2018 del nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy (GDPR)

Quasi tutti gli e-commerce implementano sistemi di mail marketing per l’invio di offerte commerciali o offrono prodotti e servizi che si fondano sul necessario trattamento di dati particolari dei clienti. In questi casi, sarà pertanto necessario apprestare specifiche misure di sicurezza per tutelare questi dati particolari.

 

La principale fonte legislativa in Italia è il Decreto Legislativo 9 aprile 2003 n. 70 che ha recepito la Direttiva Europea n. 31/2000 sul commercio elettronico.

16grafica si occupa della creazione di siti e-commerce per convertire il proprio business alla vendita on-line in tempo di Coronavirus

Related Posts